Prestiti anti-Covid, l’Abi: alle banche serve una tutela penale per concederli

Senza uno scudo penale alle banche non sarà automatico concedere prestiti alle imprese, anche se garantiti dallo Stato. Ci sono le norme penali sull’antiriciclaggio ma anche le norme fallimentari che costituiscono ostacoli pesanti all’attività degli istituti di credito. Lo ha spiegato il direttore generale dell’Abi, Giovanni Sabatini, in audizione alla commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche, mercoledì 22 aprile.

«È necessario definire soluzioni che dando certezza ai profili di responsabilità della banca possano accelerare l’erogazione della liquidità» in base alle misure previste dal Dl imprese, ha spiegato il dg dell’Abi, Giovanni Sabatini, nell’audizione sulla task force liquidità convocata dalla commissione d’inchiesta sul sistema bancario. «In particolare — ha osservato — per ridurre i tempi delle istruttorie, nei casi diversi da quello previsto dal decreto», per finanziamenti fino a 25.000 euro, «occorre tutelare sotto il profilo penale l’attività di erogazione di credito durante la crisi. Occorre, in altri termini, evitare che sulle banche e sugli esponenti siano trasferiti rischi che non possono in alcun caso essere riconosciuti come loro propri laddove le misure di sostegno offerte alle imprese in attuazione dei provvedimenti normativi non sortissero gli sperati effetti e le imprese cadessero in stato di insolvenza con possibili conseguenze rispetto alle procedure fallimentari».

Il governo ha introdotto la garanzia dello Stato — attraverso il Fondo centrale di garanzia e attraverso la Sace — per i prestiti concessi alle imprese e ai professionisti per far arrivare loro liquidità immediata. Ma se è più facile per i prestiti entro i 25 mila euro, che hanno una garanzia automatica e non serve un’istruttoria sul cliente, per chi avesse necessità di ottenere cifre più alte, le cose si fanno più complicate. Per i prestiti alle grandi imprese e per quelli fino a 5 milioni alle piccole e medie imprese, garantiti al 90% dal Fondo centrale di garanzia, va comunque istruita una pratica di fido. E — come ha spiegato Sabatini — non è detto che venga concessa. E le istruzioni dell’accordo con Sace sono state approvate solo lunedì notte.

«Il finanziamento fino a 25.000 euro è nuova finanza, questo è chiaro, lo ribadiremo nelle comunicazioni ai nostri associati. Se comportamenti scorretti siano individuati saranno sanzionati dalle autorità competenti. Noi abbiamo sempre sostenuto la massima correttezza dei comportamenti e ribadiamo che i finanziamenti fino a 25.000 euro sono nuova finanza per pmi e artigiani», ha continuato Sabatini rispondendo alle domande dei parlamentari in commissione d’inchiesta sulle banche. «Cosa diversa è il caso in cui l’impresa richieda» il finanziamento «per evitare che ci possa essere default su un’altra linea di credito», ha aggiunto.

«Il settore bancario italiano si trova ad affrontare l’impatto sull’economia del Covid-19 partendo da basi migliorate rispetto agli anni precedenti», ha detto Sabatini, nel corso dell’audizione in Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario. «Ciononostante, sono concreti i rischi derivanti dall’emergenza in corso. L’entità e la ferocia dello shock sono, infatti, paragonabili a quelli di una guerra e all’emergenza sanitaria e sociale ha fatto seguito, a breve distanza, quella economica. I canali di trasmissione dell’emergenza sanitaria all’economia reale sembrano mostrare caratteristiche riconducibili sia ad uno shock da domanda sia di offerta».

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