Comprare bitcoin al bancomat: nel mondo ci sono più di 10mila sportelli

Un bancomat per bitcoin di Chainblock

Nessuna celebrazione almeno per ora, eppure il numero è di quelli che segnano il loro tempo: i bancomat per bitcoin nel mondo hanno superato quota 10mila. Sportelli fisici, ingombranti, totemici, che nei primi nove mesi del 2020 sono aumentati di 3.885 unità, con un +67% rispetto al 2019. A dirlo è un rapporto della società di servizi finanziari norvegese AksjeBloggen, secondo cui “il 2020 ha visto un aumento del numero di sportelli automatici che supportano le monete digitali”. E non ci sarebbe nulla di strano se il bitcoin non fosse per sua natura virtuale e impalpabile.

Dove si trovano

Gli atm di bitcoin (automated teller machine) sono disponibili in 71 paesi. Ma sono gli Stati Uniti a fare la parte del leone con 7.800 bancomat, seguiti dal Canada che ne ha circa 900 e dove nel 2013 ha visto la luce il primo cripto-bancomat. In Europa invece i distributori di criptovalute sono ancora un fenomeno di nicchia e il paese che ne ha di più, la Gran Bretagna, ne ha 281. In Italia il sito Coinatmradar ne conta 66, di cui circa la metà tra Milano, Roma e Bologna. I cripto bancomat non emettono solo bitcoin ma anche altre criptovalute, sebbene non esista un criterio valido per tutti: le più richieste sono Bitcoin Cash, Ethereum, Litecoin, Ripple, Zcash, Monero. Curiosamente, in pochissimi hanno scelto di distribuire la stablecoin Tether, nonostante sia molto capitalizzata.

Operazione anti-riciclaggio

La risposta alla domanda perché mai qualcuno dovrebbe comprare i bitcoin al bancomat invece che online è insita nel loro funzionamento: questi sportelli permettono di acquistare bitcoin con denaro contante, cosa che online non è possibile. “Chi vuole comprare criptovalute in contanti anche con piccole cifre si rivolge agli atm”, spiega Federico Pecoraro di Chainblock, che gestisce 11 sportelli di criptovalute in Italia, tra cui quelli allocati nei coworking di Talent Garden a Milano. E aggiunge: “Poi c’è il fattore rapidità: i nostri sporteli permettono di acquistare bitcoin, ethereum, ripple, litecoin e la stablecoin Dai in pochi minuti. E la commissione varia tra il 4 e il 6% del prelievo”.

Ma non è che acquistare bitcoin al bancomat permette di bypassare le norme anti-ricicilaggio?Non da noi” – replica Pecoraro -. Chi preleva ai nostri 11 sportelli deve registrarsi con un documento valido e non può cambiare più di 1995 euro, per stare sotto la soglia dei 2000 euro prevista dalla legge”. Non va sempre così però: in Germania ad agosto l’Autorità federale di vigilanza finanziaria ha chiuso alcuni sportelli senza licenza appartenenti all’operatore polacco Shitcoins (presente anche in Italia) perché non rispettavano tutte le normative. E una licenza su modello tedesco è quello che chiedono gli operatori del settore anche nel nostro paese, in modo da sgomberare il campo da sospetti.

Tipi di bancomat

I cripto-bancomat sono di due tipi: quelli che permettono di acquistare criptovalute e quelli che permettono anche di venderle. In Italia sono consentiti solo i primi, negli Stati Uniti invece è possibile trovare anche quelli che permettono di prelevare denaro contante a fronte della vendita. Ma va detto che oltreoceano i bancomat rappresentano una quota importante del business dei bitcoin e tra gli investitori ci sono anche personaggi noti come Mike Tyson, che nel 2015 ha fondato la Bitcoin Direct, specializzata in atm e wallet per criptovalute.

Se vi state chiedendo quale sia l’utilizzatore tipo di un bancomat bitcoin, il mistero è presto svelato: “Le nostre statistiche dicono che l’utente medio è un uomo tra i 40 e i 50 anni”, chiosa Federico Pecoraro: “Ma tra gli utenti registrati ci sono anche ventenni e persino a qualche ultra-settantenne. Del resto usare un bancomat bitcoin è  facile e sicuro e questo invoglia molte persone a preferirli ai metodi di acquisto online”.

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