Gli Stati Uniti propongono una tassa minima globale del 15%

Janet Yellen (foto: Federal reserve)
Janet Yellen (foto: Federal reserve)

La tassa minima globale sui ricavi delle multinazionali potrebbe essere del 15%: è la nuova quota proposta dal dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, che accetterebbero così una sensibile riduzione dal 21% inizialmente sottoposto ai 140 paesi dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse). L’idea è stata illustrata durante un incontro del gruppo Ocse riguardante l’erosione della base imponibile e il trasferimento dei profitti e testimonia la difficoltà delle trattative tra le parti. Il dicastero retto da Janet Yellen ha comunque sottolineato che il 15% è “una base e che le discussioni dovrebbero continuare a essere ambiziose e spingere più in alto la quota”.

La global minimun corporate tax sarebbe una delle fonti di finanziamento per il piano infrastrutturale del presidente Joe Biden, che intende aumentare in parallelo la tassa domestica sui ricavi delle imprese dal 21 al 28%. Un prelievo simile all’Ires che l’ex presidente Trump aveva sensibilmente tagliato dal precedente 35%, con lo scopo anche di trattenere sul suolo americano le aziende in fuga verso fiscalità di vantaggio. In aggiunta, tuttavia, il presidente repubblicano introdusse negli Stati Uniti una nuova tassa minima del 10,5%, la Global intangible low taxed income (Gilti) tax, volta a catturare i fatturati spostati dalle compagnie domestiche nei paradisi fiscali, insieme a incentivi per il rimpatrio dei capitali offshore.

Ora, il piano Biden vorrebbe aumentare la Gilti tax dal 10,5% al 21%, rendendola una base delle discussioni in seno all’Ocse riguardo la tassa minima globale sulle multinazionali. Le nazioni che ritengono di poter guadagnare intercettando i ricavi delle aziende in mercati lucrativi si sono dichiarate a favore, come Francia e Germania. Altre, che hanno costruito fortune ospitando la sede di grandi compagnie come le big tech, puntano su percentuali più moderate, come il 12,5% praticato dall‘Irlanda. Anche i britannici hanno espresso preoccupazioni sul fatto che il 21% possa rivelarsi troppo alto sul lungo termine, sebbene il Regno Unito preveda di aumentare la tassa sui ricavi delle imprese al 25% entro il 2023.

Yellen sollecita d’altro canto la comunità internazionale a porre fine “a 30 anni di corsa al ribasso sulle tasse aziendali”, argomentando che tale competizione ha eroso gli introiti dei governi, tanto più in un momento in cui hanno speso migliaia di miliardi (tanto in dollari quanto in euro) per le misure di sostegno contro la crisi economica e sanitaria da Covid-19, creando livelli record di debito.

Secondo i calcoli Ocse, la tassa minima globale dovrebbe permettere di redistribuire circa 100 miliardi di dollari all’anno tra i governi. Se ne parlerà di nuovo il 4-5 giugno tra i ministri delle Finanze nel gruppo dei Sette, mentre le discussioni del G20 si terranno il 9-10 luglio a Venezia. L’accordo dovrebbe essere concluso entro ottobre.

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