El Salvador è il primo paese al mondo a dare corso legale al bitcoin

Nayib Bukele, presidente di El Salvador, nella sua foto profilo ufficiale di Twitter
Nayib Bukele, presidente di El Salvador, nella sua foto profilo ufficiale di Twitter

Il primo Stato al mondo a usare bitcoin come valuta con corso legale sarà El Salvador. L’assemblea legislativa ha approvato con 62 voti favorevoli su 84 il disegno di legge proposto dal presidente Nayib Bukele, annunciato al mondo con un videomessaggio alla conferenza di settore Miami Bitcoin 2021 qualche giorno fa. Il cambio resterà liberamente ancorato al dollaro e al mercato e, da ora in poi, si potrà pagare le tasse in bitcoin, i prezzi potranno essere mostrati con il simbolo della “B” accanto a quello del dollaro, ogni attore economico dovrà accettare i bitcoin se offerti e i cambi di valuta non saranno soggetti a tasse sul guadagno in conto capitale, come qualsiasi altra valuta.

Circa il 20% del pil nazionale proviene dalle rimesse degli emigrati, su cui i servizi tradizionali di trasferimento denaro applicano commissioni che arrivano anche al 10%, lasciando decorrere qualche tempo dall’invio alla ricezione. Per consentire alle persone di aggirare questo meccanismo con transazioni istantanee e peer-to-peer, il governo di San Salvador ha avviato una collaborazione con Strike, piattaforma di micropagamenti digitali con app, che fornirà i wallet digitali dove custodire e spendere la criptomoneta.

Il sistema di transazioni è quello del lighting network, una sovrastruttura basata su smart contract per la verifica delle chiavi private tra i due attori dello scambio e off-chain rispetto alla blockchain. Tutto ciò permette di non pagare le commissioni per il mining del bitcoin, registrando solo lo stato finale dei wallet e abilitando la scalabilità del meccanismo, svincolato dal limite fisico globale di 7-8 transazioni al secondo tipico della “catena di blocchi” sottostante.

Tutto questo, in un paese in cui il 70% della popolazione non ha accesso ai tradizionali servizi finanziari, come un conto in banca o una carta di credito. Lo stato promuoverà quindi “la formazione necessaria e i meccanismi affinché la popolazione possa avere accesso alle transazioni in bitcoin”, recita il testo della legge redatto in spagnolo e inglese, essendo la valuta ufficiale locale il dollaro americano (martedì il cambio col bitcoin è a 33.900 dollari circa).

Chi è il presidente “millennial” dietro la legge sui bitcoin

“History! #Btc” è il tweet con cui Bukele ha annunciato l’approvazione della cosiddetta Ley Bitcoin. Il 39enne capo del governo è in carica dal primo giugno 2019 ed è stato già il sindaco della capitale, San Salvador e di Nuevo Cuscatlan. Figlio di un immigrato palestinese, imprenditore e imam, Bukele ha lavorato nell’agenzia pubblicitaria del padre, che curava l’immagine dello storico partito di sinistra del paese.

Il “presidente millennial”, è salito al governo con il partito post ideologico Nuevas Ideas. Gli oppositori lo contestano per i metodi controversi: per esempio nel 2020 ha portato l’esercito in aula, in occasione del voto per approvare un prestito da 109 milioni per la sicurezza (il paese è afflitto da una forte criminalità organizzata). Con la mossa sul bitcoin ha dato al piccolo paese centroamericano, affacciato sul Pacifico con 6,4 milioni di abitanti con poco più di 4.100 dollari di reddito pro capite, una ribalta degna di un’avanguardia mondiale del fintech. Il suo profilo Twitter è schizzato a 2,6 milioni di follower.

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