Investimenti: l’importanza di un portafoglio diversificato

Spesso capita di avere dei risparmi da parte, dei soldi messi via con tanti sacrifici, tuttavia per la paura di investirli si finisce il più delle volte per lasciarli sul conto corrente. In questo modo ovviamente non portano alcun beneficio, inoltre vengono erosi dalle commissioni fisse e dall’inflazione.

L’unico modo per farli rendere è investire il capitale, allo stesso tempo non è facile capire dove e come farlo. Inoltre bisogna comprendere come gestire il rischio, analizzare le varie opzioni e decidere qual è la soluzione più adatta alle proprie esigenze. Alla base di tutto, però, c’è l’importanza di un portafoglio d’investimento diversificato.

Perché è importante diversificare?

Prima di investire in qualsiasi settore o attività, come leggiamo su investireinborsa.org, è fondamentale imparare a diversificare. Questa strategia offre diversi vantaggi, poiché consente di proteggere in maniera più efficace il capitale. Infatti, dividere le risorse in vari asset permette di effettuare operazioni differenti, mantenendo una quota consistente su investimenti a basso rischio, destinando invece soltanto una minima parte a prodotti finanziari più pericolosi.

In questo modo, anche se qualche investimento non dovesse andare come previsto, i risparmi sarebbero comunque protetti e le perdite rimarrebbero contenute. Come ogni trader sa bene, nel settore finanziario non è importante fare profitti nel breve periodo, ma riuscire a superare dei temporanei momenti di crisi e pianificare obiettivi di lungo termine.

Diversificare significa investire sul mattone, acquistare un pacchetto di azioni di importanti società quotate, comprare obbligazioni a basso rischio e titoli di Stato. Oltre a queste operazioni a rischio basso e moderato, è possibile utilizzare una minima parte del capitale a disposizione per investimenti a rischio più elevato, situazioni da calcolare attentamente per gestire le possibili perdite.

Si tratta ad esempio del trading Forex, asset come materie prime, investimenti nelle criptovalute, partecipazioni in ETF e fondi. Bilanciando correttamente ogni opzione è possibile creare un portafoglio diversificato ed equilibrato, con il quale sostenere delle eventuali perdite senza compromettere l’intero capitale. Ciò consente di investire in maniera più serena, affrontando ogni situazione con uno stress ridotto.

Come scegliere dove investire?

Capire dove conviene investire non è semplice, poiché bisogna analizzare ogni possibilità e valutarne i pro e i contro. Inoltre, le opportunità devono essere studiate partendo dalla strategia principale, da creare in base alle proprie esigenze, al capitale a disposizione e agli obiettivi di lungo termine. In poche parole, è necessario comprendere cosa si vuole ottenere con gli investimenti, per poi adeguare ogni scelta per cercare di ottenere i risultati desiderati.

La pianificazione di una strategia personalizzata aiuta a selezionare gli investimenti giusti, scartando quelli che non si addicono alle proprie necessità. Nel dettaglio è importante considerare i profili di rischio, scegliendo che tipo di gestione seguire, se optare per un atteggiamento più prudente, oppure scegliere un comportamento più aggressivo per cercare di ottenere un rendimento più elevato.

Ovviamente bisogna tenere conto anche delle proprie competenze, poiché alcuni settori sono veramente complessi e richiedono delle capacità professionali considerevoli. In alternativa è possibile affidarsi a dei consulenti specializzati, oppure fare trading con strumenti derivati, per semplificare alcune operazioni e velocizzare la curva d’apprendimento.

Fare attenzione ai costi

Un aspetto importante quando si investe è calcolare correttamente tutti i costi. Commettere un errore in questo ambito porta a delle valutazioni sbagliate, non riuscendo a capire quali sono gli investimenti giusti da fare. Ogni attività finanziaria prevede delle spese da sostenere, ad esempio per la consulenza, l’apertura di un conto di trading, le commissioni annuali di gestione, gli interessi e altre voci del genere.

Un’analisi completa di ogni investimento deve comprendere la valutazione del rischio, il rapporto pericoli/benefici potenziali, il conteggio di eventuali perdite e i costi. Ad esempio alcune operazioni potrebbero sembrare particolarmente convenienti, per poi scoprire che a conti fatti tra spese fisse, commissioni e tasse gran parte del rendimento viene perso in questo modo.

Per realizzare un’analisi dei costi dettagliata spesso è necessario rivolgersi a degli esperti, tuttavia si possono effettuare delle valutazioni più accurate cercando di essere meticolosi. Innanzitutto bisogna sempre leggere attentamente i contratti di servizio, poi è necessario informarsi sull’argomento, rivolgendosi a siti web autorevoli e portali specializzati, fino a che non sia chiaro il quadro della situazione.

Quanti soldi servono per investir20e?

Molte persone si chiedono quale sia il capitale minimo per iniziare a investire. In realtà si può cominciare con poche centinaia di euro, sebbene per ottenere risultati consistenti siano necessari almeno 10 mila euro. Ad esempio, con 200 euro è possibile aprire un conto di trading e fare operazioni con i CFD, mentre con 1.000 euro si possono comprare delle partecipazioni in fondi d’investimento o acquistare azioni.

Allo stesso modo, con un capitale ridotto è possibile comunque investire in conti deposito, titoli di Stato e obbligazioni, aumentando progressivamente le risorse con il tempo. Naturalmente con cifre esigue le possibilità sono poche, mentre con una somma più alta le opportunità sono più numerose e variegate. Tuttavia ciò che serve per investire è cambiare mentalità, farsi coraggio, essere prudenti e pianificare ogni operazione in maniera consapevole e prudente.

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