La rivale cinese di Uber scalda i motori per andare a Wall Street

Wall Street Foto di Tumisu da Pixabay
Wall Street Foto di Tumisu da Pixabay

Dopo un’offerta pubblica iniziale da 4,4 miliardi di dollari, la compagnia cinese di servizio vettura con conducente Didi Chuxing è pronta a fare il suo debutto a Wall Street. Fondata nel 2012, con 13 milioni di autisti attivi all’anno e in grado di estromettere Uber dal mercato cinese, Didi ha dovuto aumentare il numero di azioni vendute da 228 milioni previsti a 317 milioni, riuscendo a collocarle al prezzo maggiore previsto, che era compreso nella fascia 13-14 dollari. L’operazione conferisce così a Didi Chuxing, il cui nome registrato ufficialmente è Xiaoju Kuaizhi, una valutazione di circa 73 miliardi di dollari su basi pienamente diluite.

L’aumento del numero di azioni è stato deciso per soddisfare la domanda del mercato, che ha più volte sottoscritto ordini in quantità superiore al disponibile. L’Ipo è conservativa rispetto all’obiettivo iniziale di una valutazione pari a 100 miliardi. La dimensione dell’operazione è stata ridotta prima del lancio, a causa delle preoccupazioni sul futuro della crescita della compagnia, che potrebbe essere inficiata da una regolamentazione maggiore del settore in futuro.

In ogni caso, resta aperta un’opzione di over allotment, ossia la facoltà di assegnare un quantitativo di azioni superiore a quello oggetto di offerta, pari a ulteriori 43,2 milioni di azioni. Quelle finora distribuite sono “American depositary share” (Ads), ossia di un’azienda non americana ma detenute da una banca statunitense e disponibile per gli investitori locali: 288 milioni di azioni Ads equivalgono a 72 milioni di azioni comuni classe A a Wall Street. Quella di Didi sarà comunque la più grande quotazione cinese negli Stati Uniti dopo quella da 25 miliardi di dollari messa a segno da Alibaba nel 2014.

Al momento, l’azienda è dominante nel mercato in Cina, ma come tante altre compagnie del settore “ride-hailing” non è stata profittevole. L’anno scorso ha realizzato 21,63 miliardi di dollari di ricavi (-8%), ma solo nell’ultimo trimestre ha messo a segno un utile da 30 milioni, riporta Reuters. Secondo l’agenzia, inoltre, l’Amministrazione statale per la regolamentazione del mercato cinese (Samr) sta investigando su eventuali pratiche anticompetitive che Didi potrebbe aver messo in atto in passato, soprattutto per soffocare i concorrenti più piccoli. Sotto esame anche la trasparenza del meccanismo che decide i prezzi del servizio.

La compagnia è sostenuta tra gli altri da SoftBank, Tencent e la stessa Uber. Fondata da Will Wei Cheng, ex dipendente di Alibaba, il presidente è Jean Qing Liu cugino di Liu Zhen, già capo di Uber China, battuta sul mercato dopo una guerra di prezzi fra le due compagnie.

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