La Banca centrale europea si è decisa a lanciare un euro digitale

Il direttore generale del Fondo monetario internazionale Christine Lagarde, nominata presidente della Bce (John Thys/Afp/Getty Images)
Christine Lagarde, presidente della Bce (John Thys/Afp/Getty Images)

Ventiquattro mesi per risolvere le principali questioni di progettazione e distribuzione, sicurezza, stabilità finanziaria e politica monetaria: è questo il lasso di tempo che si è data la Banca centrale europea, che ha aperto una fase formale di studio sull’euro digitale. La decisione del consiglio direttivo è arrivata mercoledì, sulla scorta di un report pubblicato a ottobre, una consultazione pubblica che ha raccolto spunti tra cittadini e professionisti e nove mesi di lavoro dei primi gruppi sperimentali, costituiti da banche centrali dell’area euro, università e privati. Nove mesi di “risultati incoraggianti”, spiega Christine Lagarde, presidente dell’Eurotower: “Tutto questo ci ha convinto a cambiare marcia e lanciare il progetto per un euro digitale. Il nostro lavoro punta ad assicurare che cittadini e aziende continuino ad accedere alla forma più sicura di denaro, quello della banca centrale”.
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Il lavoro sperimentale condotto finora ha riguardato il registro digitale dell’euro, i sistemi di privacy e di anti-riciclaggio, i limiti sull’euro digitale in circolazione, l’accesso dell’utente senza connessione internet e utilizzo facilitato tramite l’impiego di device appropriati. Gli esperimenti hanno suggerito inoltre che sono possibili architetture costituite da elementi centralizzati e decentralizzati. Sia la piattaforma pan-europea Tips per il regolamento in tempo reale dei pagamenti istantanei, che quelli alternativi come la blockchain sono stati in grado di processare oltre 40mila transazioni al secondo.

I nuovi gruppi focus dovranno realizzare prototipi e analizzare i casi d’uso, valutare l’impatto sul mercato, identificare le opzioni di progetto per garantire la riservatezza ed evitare i rischi per cittadini, intermediari e l’economia in generale. La fase istruttoria appena avviata definirà anche un modello di business per le entità vigilate nell’ecosistema dell’euro digitale, mentre un gruppo di consulenti adotterà il punto di vista di utenti e distributori, discutendo con il Consiglio europeo dei pagamenti al dettaglio. L’infrastruttura richiederebbe un consumo energetico minore rispetto a quella di altre criptovalute, come il bitcoin.

La fase esplorativa non pregiudicherà la decisione finale, che potrebbe rendere necessarie modifiche normative da parte del Parlamento europeo. In ogni caso, l’euro digitale sarà complementare al contante, senza sostituirlo del tutto. Il presidente dell’Eurogruppo, Paschal Donohoe ha espresso il pieno supporto al progetto varato dalla Bce.

Le altre grandi potenze mondiali si stanno muovendo in maniera differente sul tema delle stablecoin. La Cina prosegue con gli esperimenti sul campo: a giugno ha annunciato una nuova lotteria da 40 milioni di renminbi (yuan) digitale, pari a 6,2 milioni di dollari che i cittadini potranno ricevere tramite due app bancarie. La Fed, banca centrale degli Stati Uniti, è ancora nella fase di studio per una stablecoin agganciata al dollaro: a inizio settembre è atteso un “libro bianco”, ha spiegato il presidente Jerome Powell parlando mercoledì al comitato dei servizi finanziari alla Camera dei rappresentanti. Un piccolo stato come El Salvador, invece ha scelto una strada del tutto opposta: accanto al dollaro ha dato corso legale al bitcoin.

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