Gli Nft sono diventati lo status symbol del metaverso

Immagine: Bored Yacht Club

La prima grande notorietà degli Nft (non-fungible token, il certificato salvato su blockchain che attesta la proprietà di un’opera digitale unica) è legata all’arte. A marzo un enorme file jpeg dell’artista Beeple è stato battuto da Christie’s per quasi 70 milioni di dollari, trasformando un’oscura tecnologia legata alla blockchain (e in particolare di Ethereum) nell’argomento di conversazione del mese.

Fin dall’inizio è stato però chiaro che il mondo degli Nft non sarebbe necessariamente rimasto legato all’arte, ma avrebbe potuto svolgere un ruolo in qualunque ambito del collezionismo, trasportando il concetto di proprietà e di unicità anche nel mondo digitale. Video delle schiacciate di LeBron James, mp3 del vostro musicista preferito, fotografie di attrici e attori: qualunque file digitale si potrebbe trasformare – grazie a questa nuova tecnologia – in un potenziale oggetto di collezionismo dotato di valore economico e sociale.

Nuove collezioni

Dal primo boom degli Nft sono ormai passati parecchi mesi e col passare del tempo è diventato sempre più chiaro come non sarà (solo) l’arte la protagonista di questo nuovo settore del collezionismo. Al contrario: gli Nft potrebbero – ma il condizionale è d’obbligo – aver trovato la loro più importante applicazione in una serie di immagini digitali raffiguranti scimmie annoiategatti cool, papere vestite in stile anni ’90punk pixelati

Questi ultimi sono gli ormai celebri CryptoPunks: una serie di diecimila immagini di personaggi punk raffigurati con una grafica in stile 8-bit e venduti dai loro proprietari per cifre che vanno dai 250mila dollari fino alle decine di milioni. Lo straordinario successo di questi personaggi ha dato vita a parecchie nuove incarnazioni dello stesso concetto.

Tra queste, ha fatto parecchio parlare di sé il Bored Ape Yacht Club, diecimila scimmie dall’aspetto fumettistico che indossano pellicce rosa, sfoggiano occhiali da sole, hanno gli occhi arrossati come se fossero strafatte e altro ancora. Più economiche degli inarrivabili CryptoPunks, le Bored Apes raggiungono comunque cifre di tutto rispetto (come dimostra l’acquisto di una scimmia da parte del campione Nba Steph Curry per 180mila dollari). Possedere una Bored Ape o un Pudgy Penguin (o le più economiche Sup Ducks, che partono da circa 3mila dollari) dà inoltre accesso a un club riservato, solitamente un canale Discord, in cui discutere dei propri acquisti e soprattutto provare la sensazione di far parte di uno stretto giro di privilegiati.

Immagine: Cryptopunks

L’ultimo status symbol

Ma che cosa ce ne facciamo di queste immagini digitali, il cui certificato di proprietà è salvato su blockchain? La risposta più immediata è: le impostiamo come immagine del profilo del nostro account di Instagram o Twitter (come stanno facendo tutti i loro proprietari), per mostrare al mondo quanto siamo avanti e come siamo fini conoscitori di tutte le ultimissime tendenze in ambito cripto e digitale.

In poche parole, gli Nft stanno diventando dei nuovi status symbol: l’equivalente digitale di sfoggiare un Rolex o acquistare una bottiglia di vino pregiato. Un modo per distinguersi dalla massa grazie a una notevole capacità di acquisto e alla conoscenza delle tendenze più particolari e innovative.

Negli ultimi trenta giorni, il giro d’affari degli Nft è stato di 2,3 miliardi di dollari. E nonostante a settembre il valore degli scambi si sia decisamente raffreddato rispetto alle follie di agosto (facendo nuovamente pensare a una bolla pronta a esplodere), le potenzialità degli Nft potrebbero aver appena iniziato a rivelarsi.

Un viatico per il metaverso

“Per anni, gli esperti di tecnologia hanno predetto l’avvento del ‘metaverso’, un mondo digitale a tutto tondo che avrà anche delle forme peculiari di identità, comunità e governance”, spiega Kevin Roose del New York Times: “Mark Zuckerberg, l’ad di Facebook, ha recentemente affermato che il social network vuole orientarsi a diventare una ‘società del metaverso’. Epic Games, il produttore di Fortnite, è intenzionato a scommettere fortemente sul metaverso e ha raccolto un miliardo di dollari per costruire la sua versione della realtà digitale”

Uno dei primi esempi di questi sforzi per farci vivere in un mondo virtuale alla Ready Player One (che poi ci piaccia o meno è un altro discorso) è sicuramente il concerto-evento di Travis Scott (in versione digitale) tenuto nell’ecosistema di Fortnite e a cui hanno partecipato in presenza (digitale) 12 milioni di spettatori, tutti caratterizzati dagli avatar con cui solitamente partecipano al gioco e che potevano anche ballare (digitalmente) a ritmo di Sicko Mode e di altre hit del rapper di Houston.

Immagine: Pudgy Penguins

Identità del futuro

Chi prevede che davvero, in un futuro prossimo, trascorreremo parti sempre più importanti della quotidianità in questo ambiente virtuale ritiene che, di conseguenza, le nostre identità digitali diventeranno tanto significative quanto quelle offline. Di conseguenza, saremo disposti a spendere tempo e denaro per dare loro forma, a patto però che nessuno possa copiarle.

Ed è qui che le caratteristiche di proprietà e unicità degli Nft possono davvero diventare utili: se decido di muovermi nel metaverso con le sembianze della Bored Ape numero 2351 voglio assicurarmi di non incontrare nessuno con le stesse identiche fattezze, che sarebbe come incappare in un perfetto sosia nel mondo reale. 

Non solo: un po’ come oggi acquistiamo vestiti e accessori e tramite essi (volenti o nolenti) diamo vita a una combinazione unica che caratterizza il nostro stile, un domani – come già in parte avviene con le skin dei videogiochi – acquisteremo elementi digitali certificati da Nft che ne garantiranno il valore. In un mondo in cui digitale e fisico si intersecano sempre più l’uno nell’altro, e in cui si prevede che porzioni crescenti della nostra quotidianità saranno vissute in un ecosistema virtuale, gli Nft potrebbero essere più dell’ultima tendenza per millennial alla moda e pieni di soldi, ma una parte costitutiva del metaverso che verrà.

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