Lettera al G20: perché il digitale è la chiave per affrontare le sfide globali

Borje Ekholm (Ericsson)
Borje Ekholm (Ericsson)

La trasformazione digitale è un motore globale di crescita economica sostenibile, una leva fondamentale nella lotta al cambiamento climatico e un potente abilitatore di inclusione sociale. Agiamo ora per accelerare il processo di digitalizzazione e soddisfare le priorità del G20 italiano e le sfide nazionali e globali. Questo è stato il messaggio principale che ho voluto condividere al vertice B20 a Roma la scorsa settimana.

Come Co-Chair dalla Digital Transformation Task Force del B20, è stato un onore redigere il Digital Transformation Policy Paper insieme a oltre 100 rappresentanti della business community globale. Il documento, che verrà presentato al G20 alla fine di questo mese, offre quattro raccomandazioni ai leader del G20. Le raccomandazioni, evidenziate qui sotto, possono contribuire a incentivare la digitalizzazione e accelerare un futuro comune, sostenibile e prospero.

Migliorare la connettività

Una connettività performante ed efficiente dal punto di vista energetico rappresenta un elemento imprescindibile per la trasformazione digitale. Apre la strada a tecnologie rivoluzionarie, permette di realizzare agende digitali green, ed è necessaria se vogliamo creare opportunità per i 3,7 miliardi di persone che ancora non sono connesse. Stimolare gli investimenti privati e accelerare l’introduzione di infrastrutture ad alta capacità e progettate per durare nel tempo, come il 5G, migliorando al contempo l’accessibilità, sono gli elementi principali di quella che, probabilmente, rappresenta la prima tra trutte le raccomandazioni e quella fondamentale.

La portata dell’investimento è chiara: l’Itu stima che saranno necessari 428 miliardi di dollari di investimenti aggiuntivi in dieci anni per fornire banda larga di alta qualità alla popolazione mondiale non connessa entro il 2030.  Si stima, inoltre, che per ogni 10% di aumento della penetrazione della banda larga mobile in un paese, il pil aumenta in media dell’1,5%. Quando si tratta di cambiamento climatico, sappiamo che la tecnologia – molta di quella connessa – ha il potenziale per contribuire a una riduzione del 15% della produzione globale di CO2 entro il 2030.

I governi e l’industria devono lavorare insieme per far sì che questo accada. L’industria è pronta. Il documento invita i politici a porre l’accesso alla banda larga al centro degli sforzi di sviluppo economico e a dare priorità all’espansione della rete del settore privato. Chiede che vengano affrontate le criticità che ostacolano lo sviluppo, come i ritardi nel rilascio dei permessi, le regolamentazioni, prezzi e l’allocazione dello spettro. Invita, inoltre, alla creazione di un ambiente favorevole agli investimenti, in cui prevalga la neutralità della tecnologia o del fornitore e in cui siano i mercati, piuttosto che i governi, a stabilire quali tecnologie avranno successo attraverso una concorrenza leale.

Favorire lo sviluppo e la diffusione di nuove tecnologie

Le nuove tecnologie digitali, molte delle quali si basano sulle reti, come AI, IoT, Cloud e Edge, stanno accelerando rapidamente. Tuttavia, gli sforzi non omogenei nell’ambito della Ricerca & Sviluppo in tutto il mondo e una conoscenza limitata dei potenziali usi sono alcuni dei fattori che rallentano la loro espansione. La raccomandazione è quella di favorire lo sviluppo e la diffusione di queste nuove tecnologie digitali, promuovendo anche la condivisione dei casi d’uso.

Costruire la fiducia nel digitale

I principi normativi faticano a tenere il passo del rapido progresso tecnologico, portando a squilibri di concorrenza nei mercati e nelle industrie. Allo stesso tempo, l’ascesa del digitale e la crescita esponenziale dei dati aumenta l’esposizione a rischi legati alla privacy e alla sicurezza informatica.

La fiducia nel digitale varia in tutto il mondo e la Task Force raccomanda di attuare un’armonizzazione dei principi normativi globali. L’obiettivo è quello di garantire una concorrenza leale, mercati efficienti, nonché un miglioramento in termini di sicurezza informatica e protezione della privacy. Quadri politici interoperabili e standard comuni che facilitino i flussi di dati transfrontalieri sono elementi altrettanto importanti inseriti nella raccomandazione.

Rafforzare le competenze digitali

Senza competenze digitali, la connettività, le nuove tecnologie e la fiducia perdono valore. La quarta raccomandazione, quindi, esorta il G20 a promuovere una società digitale preparata e inclusiva; una società in cui i divari di competenze digitali siano monitorati e mappati, e i cittadini attuali e futuri siano formati, aggiornati o riqualificati per il nuovo mondo del lavoro. Tra le altre cose, il documento richiede strategie nazionali per affrontare le carenze di competenze, così come il miglioramento delle competenze digitali per studenti e insegnanti nelle scuole e nelle università.

Dato che, entro il 2030, si prevede che due terzi della forza lavoro mondiale dipenderà dalla connettività 5G, è fondamentale lavorare per colmare il divario delle competenze digitali e superare l’esclusione digitale.

Dall’IA, alla robotica, allo sviluppo di app, il rapido ritmo del cambiamento implica che le istituzioni accademiche avranno necessariamente bisogno del supporto dell’industria IT per portare l’apprendimento digitale oltre un livello di base e per accompagnare gli studenti oltre la conoscenza meramente teorica. In questo senso, le partnership tra pubblico e privato saranno fondamentali.

Il programma Ericsson Educate rappresenta un esempio di queste partnership. Attiva in diversi Paesi e in collaborazione con le scuole locali, le università e i centri di apprendimento della comunità, mira a condividere in modo più ampio quelle competenze che abbiamo in-house, rispondendo al bisogno di competenze critiche richieste dalla forza lavoro di domani.

I prossimi passi

Il G20 sta “lavorando per colmare il divario digitale e rendere la digitalizzazione un’opportunità per tutti, migliorare la produttività e non lasciare nessuno indietro“. Questo lavoro e le ambizioni alla base sono ammirevoli, e attraverso contributi come quello del B20, sono sostenuti anche dalle imprese. Attendo con ansia di vedere i risultati di questo continuo e duro lavoro attraverso  l’impegno degli stati del G20 e della comunità imprenditoriale globale nel creare un futuro più sostenibile e prospero per tutti noi.

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