Una proposta per estendere al 2032 lo stop ai costi extra di roaming

(Photo by TIZIANA FABI/AFP via Getty Images)

L’obiettivo è di estendere l’abolizione degli extra-costi di roaming all’interno dell’Unione europea fino al 2032 con nuovi obblighi di trasparenza e di una maggiore qualità del servizio per tutte le compagnie telefoniche. La Commissione per l’industria, la ricerca e l’energia del Parlamento europeo (Itre), ha adottato il testo base per l’accordo finale con il Consiglio europeo, che ha sua volta ha adottato una sua posizione a giugno. Le negoziazioni, a cui parteciperà anche la Commissione (il cosiddetto trilogo), inizieranno il 26 ottobre.

Il regolamento europeo sul roaming è entrato in vigore nel 2017, consentendo agli utenti di telefonia mobile di chiamare, inviare messaggi e usare internet in tutti i paesi dell’Unione, senza costi aggiuntivi. Tuttavia l’attuale regime “roam like at home” scadrà alla fine di giugno 2022, cosa che ha reso necessaria l’approvazione di un nuovo regolamento per estendere il servizio.

Le nuove proposte sul roaming

Nel testo della commissione Itre si propone di eliminare tutti i costi extra per le chiamate verso un altro paese europeo, allineando le tariffe a quelle per le chiamate nazionali. Inoltre, il rapporto punta a vietare alle compagnie telefoniche di ridurre la qualità del servizio quando ci si trova fuori dai confini nazionali o quando si effettua una telefonata diretta verso un altro stato membro. La misura è riferita in particolare alla velocità di rete, che alcuni operatori hanno ammesso di aver ridotto all’estero. Una pratica scorretta che ha portato a diversi procedimenti giudiziari contro gli operatori telefonici, in quanto è stata considerata come una violazione del principio “roam like at home”. Inoltre, i nuovi obblighi di trasparenza costringeranno le compagnie ad avvertire i clienti in situazioni che potrebbero comportare un aumento dei costi del servizio, come nel caso di vicinanza a un confine esterno dell’Unione, dove il telefono potrebbe automaticamente connettersi a una rete mobile non europea.

Uno dei punti più contesi del nuovo regolamento riguarda i prezzi massimi che gli operatori possono addebitarsi a vicenda quando il proprio cliente si sposta in un altro paese e usa un’altra rete. Mentre le compagnie dell’Europa meridionale, area di grande turismo, hanno interesse ad avere dei massimali elevati, quelle dell’Europa settentrionale vogliono mantenere prezzi più bassi, perché hanno più clienti in uscita che in entrata.

Inoltre, molte compagnie telefoniche provengono da monopoli nazionali, con i governi che spesso detengono parte delle loro azioni. Per questo il Consiglio europeo ha alzato il prezzo massimo per gigabyte di dati a 2,25 euro rispetto ai 2 proposti dalla Commissione. Al contrario, i parlamentari europei hanno proposto un massimale a 1 euro, con un calo a 80 centesimi nel 2024 e un altro a 60 centesimi tra il 2025 e il 2032. Questi massimali non coinvolgono direttamente i consumatori, ma gli operatori telefonici potrebbero aumentare i co sti degli abbonamenti per rientrare delle spese. Tutto, ovviamente, è solo in bozza e bisognerà attendere i risultati delle negoziazioni al via a fine mese.

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