COME SALVARCI DALLE MANIPOLAZIONI EMOTIVE SULLA GUERRA: LA LEZIONE DELLA FINANZA

Da tempo si dice che l’economia abbia preso definitivamente il sopravvento sulla politica: è una banalità, ma questo può farci capire molto. È noto che nel mondo della finanza nulla è fatto a caso, se non le scelte emotive dei piccoli e sciocchi risparmiatori che, come grandi banchi di pesciolini, vengono orientati a destra e a sinistra dall’inseguimento degli squali.

pescecani in questione sono i macroinvestitori e i grandi speculatori: abituati a calcolare ogni piccolissimo aspetto della loro attività, dispiegano strategie a lungo termine, prevedono rialzi e ribassi azionari, approfittano dei cali per fare incetta di azioni (si pensi all’insider trading, compravendita azionaria in base a informazioni riservate), e così via. Il “filantropo” George Soros, tanto per citarne uno, ha destabilizzato interi paesi del Medio Oriente per lucrarvi sopra, salvo poi fare il “buono” finanziando le ONG per distruggere ciò che resta dell’identità europea.

Non si ha, quindi, alcuna difficoltà ad accettare il fatto che gli squali finanziari siano GELIDI CALCOLATORI, professionisti con un pelo sullo stomaco che non finisce più e una straordinaria capacità di previsione di meccanismi causa-effetto che si avvale dei più raffinati strumenti informatici e tecnologici. Talvolta sono anche d’accordo tra loro e preparano operazioni in perfetta armonia alle spalle degli investitori baggiani che li credono avversari e competitori.

Ovviamente, qualche volta ci può essere un fattore non calcolato e l’operazione non riesce bene: è umano. Tuttavia, è un mondo dove non esistono “pazzi”, “complessati”, “nazisti”, “guerrafondai”, “eroi”, “buoni”, “cattivi” o altre caricature: nella finanza si hanno solo professionisti senza scrupoli che fanno i loro interessi.

E allora, se economia e politica, come detto in apertura, coincidono, perché, invece,  non si applica lo stesso sguardo critico e distaccato anche a ciò che si cela dietro i giochi geopolitici, analogamente a quanto avviene per il mondo finanziario? Perché gli squali politici dovrebbero fare delle scelte impulsive, istintive e ferine, animati da nature “predestinate” buone o cattive, come ci vogliono dare a intendere i media? Gli analisti più seri, infatti, dividono equamente tra i vari attori le responsabilità dell’attuale conflitto, senza visioni manicheiste/semplicistiche per studentelli.

È pur vero che se con la finanza, seguendo il flusso di danaro, si può scoprire – alla fine della filiera – chi ha guadagnato da una certa strategia, con la politica è più difficile. Ma se l’economia muove e controlla i soldi, la politica muove e controlla il potere così che alcune dinamiche di base sono – oggi – pressoché identiche. In entrambi i casi, gli squali finanziari e politici hanno delle caratteristiche comuni:

  1. calcolano ogni aspetto, mettono in conto tutte le possibilità e preparano sempre un piano B o una exit strategy che consenta loro di massimizzare il guadagno (di denaro e/o potere).
  2. Operano, per forza di cose, in modo non visibile e non esplicito. I loro piani non sono dichiarati, talvolta stringono anche accordi sottobanco con alleati insospettabili o persino con apparenti nemici, per poi spartirsi la torta.
  3. Terza caratteristica (fondamentale) è che MANOVRANO L’EMOTIVITÀ DEL POPOLINO, che si tratti dei piccoli azionisti, piccoli investitori, o, nel caso della politica, degli elettori e dei cittadini più vulnerabili a livello emotivo. Le sardine, appunto, di cui sopra.

L’obiettivo e il mestiere dei pescecani è SCATENARE IL PANICO e lo fanno assoldando sapientemente i media. Non è un caso che l’informazione italiana sia ormai diventata, in massima parte, PURA FICTION, ma non per modo di dire: realmente, ormai, si attinge a film di fantascienza o catastrofici, a immagini di repertorio lontane nello spazio e nel tempo. In certi casi, alcuni Tg hanno avuto l’impudenza di mandare in onda immagini di parate militari aeronautiche spacciandole per caccia russi all’attacco, o di attingere esplicitamente a prodotti hollywoodiani. Una sorta di “golpe dei montatori”: la prossima volta vedremo le artiglierie di Putin tratte da “I cannoni di Navarone”? Già la Maggioni, (sulla Rai) ha mostrato la falsa copertina del Time con lo “Zar” in baffetto hitleriano. Insomma: gli ingredienti ci sono tutti, (baffi compresi), e la narrativa romantico-ideologica da Seconda Guerra mondiale sullo schema buoni/cattivi è servita calda e fragrante.

Il banco di pesciolini dei piccoli azionisti/cittadini-elettori-spettatori viene così orientato a comando: prima tutti sul Covid, poi ora, di scarto, dimenticata la pandemia, si cambia direzione, (anche se, guarda caso il green pass resta): tutti sulla Terza Guerra mondiale.

E ogni volta il risultato finale sarà sempre lo stesso, almeno per noi italiani, completamente anestetizzati dai picchi insulinici della presuntamente salutare dieta mediterranea: iper-controllo digitale, bordate di immigrati/rifugiati, tasse da levare il pelo, rincari paurosi, liquidazione di asset strategici nazionali, calcificazione-fossilizzazione di partiti di sinistra in minoranza elettorale. Tutto in cambio di pizza, calcio e grandi storie emozionanti: un continuo intrattenimento.

La Meloni è l’unica che ha capito un po’ l’antifona: “Non è che questo nuovo stato di emergenza servirà a toglierci altre porzioni di democrazia”? Brava. Una buona domanda, considerando che abbiamo giusto un banchiere internazionale messo a comandare non si da chi, non votato da nessuno e universalmente stimato non si sa perché. Ma la risposta è nei fatti.

Come salvarsi, dunque? È difficile cercare di capire i complessi e non espliciti movimenti in corso, ma una prima cosa si può fare. Rimanere LUCIDI e RIFIUTARE QUALSIASI COINVOLGIMENTO MEDIATICO-EMOTIVO, anche se questo strumentalizza le sofferenze – reali – di alcune persone. Siate freddi, perché vi fregheranno proprio con la vostra lacrima facile. Questa è l’unica certezza.

Molte emozioni, poche analisi serie: ma davvero pensate Biden abbia abbandonato in fretta e furia l’Afghanistan, lasciandolo in pasto ai talebani, perché è “un po’ avventato”, o perché magari gli stavano scadendo i surgelati nelle dispense militari? Forse oggi parla con leggerezza di Terza Guerra mondiale perché davvero teme qualcosa del genere? O non sarà solo per recuperare alcuni punti di immagine persi con la precedente (oculata) operazione afghana?  Davvero credete che Putin non abbia previsto le sanzioni economiche e che ora sia sull’orlo del suicidio nel bunker sotto il Cremlino? Magari perché hanno escluso i gatti russi dalle competizioni feline e perché Abramovich ha venduto il Chelsea?

Vi pare normale che l’Italia, appena uscita, stremata, dalla pandemia, subito si rificchi in un altro mega-ginepraio prendendo di petto la Russia (un paesino insignificante) per massacrarsi economicamente un altro po’? Può essere, questa, una scelta improntata a una chiara logica nell’interesse del Paese? “Eh, ma c’è la guerra, la guerra! Bisogna salvare l’Ucraina che eroicamente resiste” (armando i civili ed esponendo al pericolo tutta la popolazione civile: roba da gappisti di Via Rasella).

Non è nemmeno un po’ strano questo filo americanismo totalizzante, rivolto proprio verso quelli che hanno il copyright della “guerra preventiva”? Non è evidente che i buoi che danno, oggi, del cornuto all’asino sono quegli stessi che hanno destabilizzato i paesi nordafricani regalandoci le primavere arabe, con relativo servizio traghetti-immigrati per noi?

Nonostante tutto questo, chiunque non sia dalla parte del progetto egemonico Usa-UK è automaticamente “dittatore, radicalizzato e terrorista”. Questa narrativa sentimentale e tifosa puzza di bruciato lontano un miglio.

Il modo di salvarsi dall’orientamento emozionale è, quindi, esattamente quello di abbracciare la prospettiva di un saggio piccolo investitore: mentre tutti corrono a vendere le loro azioni, terrorizzati da un ribasso, il piccolo azionista intelligente rimane lucido, distaccato, osserva, si fa consigliare da un tecnico e, grazie al pensiero logico, individua le smagliature nello scenario preconfezionato che gli viene proposto. Allo stesso modo, il cittadino può difendersi con lo stesso atteggiamento di freddo distacco. Su un aspetto, infatti, gli squali hanno molto da lavorare, ancora: le loro sceneggiate sono sovente piuttosto grossolane: c’è sempre qualche incoerenza e illogicità che svela la manfrina e non serve neppure qualche particolare furbizia o perizia per smascherarla.

Quindi si può stare tranquilli: non ci sono né pazzi, né nazisti (ucraini o russi, ormai la svastica è ridicolmente bipartisan), né incauti fomentatori, né terza guerra mondiale alle porte. Probabilmente, fra qualche giorno entrerà “inaspettatamente” la Cina a fare da mediatore e “per compenso” le rimarrà attaccata alle dita Taiwan, con la sua superproduzione di semilavorati informatici.

Bisogna spegnere la tv, rifiutare qualsiasi coinvolgimento emozionale e, piuttosto, temperare la matita per le prossime elezioni. Calcatela forte, stavolta, altrimenti vi toccherà l’ennesimo governo tecnico di liquidatori/curatori fallimentari imposto dai piani davvero alti.

È vero: ci sono delle persone che soffrono e della gente che muore, come è sempre stato, ed è, fin dalla notte dei tempi, in tutte le guerre. Così come, mutatis mutandis, nel mondo economico tanti piccoli risparmiatori hanno perso e perdono i loro soldi per via delle grandi speculazioni finanziarie. È triste, ma questo succede ovunque, in tutto il mondo ed ESATTAMENTE per via di quegli squali che manipolano la vostra compassione e le vostre migliori qualità umane, dato che loro non ne hanno e le ravvisano in Voi solo come utile strumento di manipolazione.

Fonte: https://www.byoblu.com/2022/03/05/come-salvarci-dalle-manipolazioni-la-lezione-della-finanza/

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