Risparmi e investimenti, come reagire alla crisi Russia-Ucraina

I mercati finanziari subiranno ancora degli scossoni importanti per tutto il 2022. Ma mettere i soldi sotto il materasso potrebbe non servire

Dopo due anni caratterizzati dalla gestione della pandemia nel 2022 i mercati finanziari sembravano essere, a detta di molti esperti, ben avviati verso un ritorno alla normalità. Ma, negli ultimi giorni, il drammatico aggravarsi della crisi tra Russia e Ucraina ha nuovamente sollevato i timori dei risparmiatori per effetto delle ripercussioni economiche su scala globale.

Come reagire? Lo abbiamo chiesto a Luca Mainò, cofondatore della società di consulenza finanziaria Consultique SCF, vicepresidente AssoSCF e membro del Direttivo NAFOP ( l’Associazione dei pianificatori finanziari indipendenti).

“Le due parole chiave per affrontare l’incertezza sono ‘pianificazione’ e ‘diversificazione”’ In portafoglio devono essere presenti asset e strumenti in grado di rispondere a potenziali negatività e tensione sui mercati, come ad esempio le materie prime (oro e altri basket), ma anche titoli governativi, valute “sicure” o la stessa liquidità. Questo metodo aiuta a contenere la volatilità di portafoglio e il “drawdown”, un termine che in gergo borsistico sta ad indicare la percentuale di perdita rispetto al capitale massimo accumulato.

A livello operativo occorre confrontarsi con il proprio consulente e se ci sono state flessioni tali da aver modificato i pesi delle macro asset class, è necessario ribilanciare il portafoglio, acquistando le componenti più sacrificate.

In momenti di forte volatilità come quello che stiamo vivendo, si rivela cruciale il modo in cui siamo andati a diversificare il portafoglio durante il processo di asset allocation.

Non è il momento per aumentare il rischio di portafoglio: la situazione non è ancora sufficientemente stabile e non sono ancora note tutte le sanzioni che verranno applicate nei confronti della Russia.

Occorre saper gestire la propria emotività e non dimenticare che il rendimento è figlio della variabilità dei mercati.

Il consiglio per gli investitori è quello di resistere all’impulso di disinvestire per proteggere la ricchezza, poiché disinvestire rapidamente e non gradualmente durante le turbolenze del mercato è una reazione emotiva.

Pertanto, in sintesi, Il 2022 non sarà un anno semplice per tante ragioni (banche centrali, timori di rallentamento dell’economia per l’inflazione e rischi geopolitici): qualche punto di liquidità in più potrebbe essere opportuno, sia come elemento di minor esposizione al rischio, sia come atteggiamento opportunistico se vi fossero buoni acquisti da fare.

Quali sono invece i temi di investimento più interessanti per l’anno in corso?

I principi guida per investire restano gli stessi, indipendentemente dal periodo storico: individuare gli obiettivi finanziari, pianificare entrate, uscite e investimenti, diversificare stando attenti ai costi degli investimenti. Tutto ciò che avverrà nel prossimo futuro, che sia un rialzo dei tassi o una migliore performance di una certa area geografica, è più difficile da prevedere rispetto a ciò che avverrà nel futuro più lontano, quando la crescita dell’economia di lungo periodo apporterà benefici ad un investimento finanziario diversificato.

Chi vuole investire in azioni quali settori dovrebbe valutare?

La soluzione migliore, soprattutto in periodi caratterizzati da elevata incertezza, è quella di indirizzarsi verso soluzioni globali diversificate. Volendo individuare un settore con una prospettiva migliore si potrebbe pensare al settore dei consumi di prima necessità, ma il suo peso andrebbe comunque adeguatamente ponderato.

E sul fronte obbligazionario?

Sarà ed è già un anno difficile anche per il comparto obbligazionario. Ridurre la duration, o esporsi verso comparti obbligazionari a minore duration, permette quanto meno di essere meno impattati dal clima di rialzo dei tassi che sta condizionando l’economia e i mercati finanziari.

Mercati emergenti: quali sono le potenzialità di crescita?

I mercati emergenti rappresentano una quota minoritaria all’interno dell’economia e dei mercati finanziari in generale. L’allocazione verso tali mercati deve quindi essere coerente con tale aspetto senza eccedere in termini di peso o di specifiche “scommesse” che possono generare criticità anche per elementi esterni alle dinamiche economiche finanziarie, come possono essere i contrasti tra Russia e Ucraina.

La Cina rappresenta ancora un buon tema di investimento?

Un investimento fatto quattro anni fa su un generico azionario cinese avrebbe ottenuto un risultato, al lordo dei costi, prossimo allo zero mentre un investimento diversificato globale, Paesi emergenti inclusi, avrebbe ottenuto un risultato positivo prossimo al 60%. Le prospettive economiche cinesi e il maggiore sostegno attuale dell’economia si scontrano infatti con un livello di interferenza politica maggiore rispetto ad altri mercati, producendo spesso dei flussi di capitale in uscita. Anche in questo caso il peso dell’esposizione deve adeguatamente essere ponderato.

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